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GENNAIO

Facciamo chiarezza sul carbone vegetale!

pizza con farina nera, al carbone vegetale

Alla luce del tanto clamore che si sta registrando intorno al prima amato ed ora odiato carbone vegetale, riteniamo opportuno fare chiarezza sul nostro prodotto Farina Nera, miscela al carbone vegetale, per permettere ai  clienti un’adeguata conoscenza della normativa vigente, senza andare a creare inutili allarmismi.

Innanzitutto va precisato che essendo un colorante alimentare, l’E153 può essere adoperato come additivo dalle aziende alimentare, così come previsto dal D.L 209/96 e dalle successive modifiche.

Il dubbio nasce dalla limitazione prevista dalla Legge 4 luglio 1967, n. 580 “Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari”, dove si chiarisce che nella realizzazione di pane non è ammesso l’utilizzo di altri additivi alimentari e quindi anche coloranti. La legislazione nazionale e quella europea vietano, in tal modo, espressamente l’utilizzo di colorante nella produzione di pane.

Questo significa che, qualora un panettiere volesse usare carbone vegetale, il prodotto finale non può essere definito pane, pena la violazione di legge, mentre è possibile l’utilizzo del carbone vegetale nei prodotti da forno fini (biscotti, torte, muffin, ciambelle, biscotti, fette biscottate, barrette di cereali, pasticcini, torte, biscotti, cornetti, wafer, pizze, frittelle, pan di zenzero, bignè, croissant, cracker) così come indicato dall’allegato II parte E del reg. CE 1333/2008.  Per quanto riguarda nello specifico il nostro mix a base di farina nera, essendo per l’appunto  una miscela e non ottemperando quindi al DPR 187/2001, permette l’utilizzo degli additivi alimentari previsti dalla normativa vigente (D.L 209/96 e successive modifiche), compreso quindi l’E153, a patto di non indicare in etichetta, packaging, pubblicità, scheda tecnica, riferimenti relativi alla realizzazione di pane con suddetta miscela e di non esaltare effetti benefici del carbone vegetale.  Alla luce delle vigenti disposizioni normative in materia si ritiene che:

• È permessa la produzione di un “prodotto della panetteria fine” denominato come tale che aggiunge agli ingredienti base anche il carbone vegetale.

Non è permesso utilizzare la parola pane come denominazione di vendita dei prodotti realizzati con l’utilizzo di farina nera né, tantomeno, esaltare effetti benefici del carbone vegetale.

Nessun problema quindi per la produzione di pizza per chi utilizza la nostra miscela al carbone vegetale.

Restiamo a completa disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

Per informazioni: Gianluca Sabatino, Responsabile Ricerca e Sviluppo, e-mail: sabatino@loconte.org

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